DISCUSSA ALLA CORTE COSTITUZIONALE LA LEGGE REGIONALE N.5/2008

Martedì 23 giugno 2009, presso la sede della Corte Costituzionale in Piazza del Quirinale a Roma, si è tenuto il dibattimento riguardante l'impugnativa del Presidente del Consiglio dei Ministri avverso alla Legge Regionale della Campania N.5/08 per la stabilizzazione del personale precario dirigente di primo livello. La Federazione Precari della Sanità Campana era presente con un proprio intervento (che pubblichiamo a questo link) e con una delegazione di iscritti che ha assistito ai lavori della Consulta. Il gruppo era composto da: Eugenio Benvenuto, Alessandro Coccia, Federica Pirozzi, Emilia Dragonetti, Marco Gentile e Fabio De Florio La Rocca. Il professore Cocozza ha difeso gli interessi sia della Regione Campania che quelli della nostra Federazione mentre il CdM è stato rappresentato dall'Avv. Fiorentino dell'Avvocatura dello Stato.

Il dibattimento (che tra qualche tempo sarà pubblicato sul nostro sito) si è svolto nel tardo pomeriggio. L'esposizione del prof. Cocozza delle molteplici ragioni di non incostituzionalità della legge impugnata dal Presidente del CdM è stata brillante, puntuale e chiara. La nota difensiva della Federazione Precari della sanità Campana, essendo stata presentata fuori dai termini prescritti dal regolamento, è stata dichiarata inammissibile. La nostra costituzione nel dibattimento, però, era stata tatticamente programmata dal nostro legale. Essa, infatti, oltre a rimanere comunque agli atti, si inseriva nella strategia di difesa in quanto utilizzata come strumento di supporto all'intervento di resistenza della Regione Campania. 

Come previsto, quindi, la nostra nota è stata abilmente ripresa dall'avvocato per rappresentare l'anomalia dei diversi trattamenti delle posizioni soggettive dei dirigenti campani rispetto a quelle di colleghi di altre regioni d'Italia in cui tale stabilizzazione non è stata impugnata. Dopo tali considerazioni il prof. Cocozza è passato a dimostrare l'infondatezza di tutte le eccezioni sollevate dal CdM. Il responso della Suprema Corte sarà reso noto nei prossimi giorni e noi, fiduciosi nell'imparzialità e indipendenza di tale elevato organo dello Stato, consapevoli della validità delle nostre ragioni e di aver fatto tutto quello che potevamo per affermarle, aspettiamo sereni tale giudizio che, naturalmente, pubblicheremo non appena in nostro possesso.

LINK ALLE FOTO

A TUTTI I DIRIGENTI DI PRIMO LIVELLO CAMPANI

Salve,

VI vogliamo ricordare che la Federazione Precari della Sanità Campana, da sola e senza l'aiuto di nessun'altra organizzazione, si è costituita in difesa della legge n.5/08 (che prevedeva la stabilizzazione anche per i dirigenti di primo livello), legge che è stata impugnata dal CdM. Tale iniziativa ci è costata soldi, impegno e tempo ma siamo fieri di averla intrapresa per noi e per tutti i dirigenti campani. Con l'occasione VI informiamo che una nostra delegazione sarà alla Corte Costituzionale martedì prossimo (23 giugno 2009) quando si terrà il dibattimento e che il giorno dopo, sul nostro sito potrete trovare le note difensive del nostro legale e quelle della Regione Campania (oltre ad altre importanti notizie).
TIFATE PER NOI E PER VOI STESSI
un saluto
Federazione Precari della Sanità Campana

LINK DEL CALENDARIO DELLE UDIENZE DI MARTEDI' 23/6/2009

CORTE COSTITUZIONALE

 

in cui la Federazione Precari della Sanità Campana è riportata nella colonna

"Parti e Difensori"

PER TUTTI COLORO CHE SONO INSERITI NEGLI ELENCHI REGIONALI PUBBLICATI SUL BURC N.36 10/6/09

Per essere confermati nell'elenco in oggetto è necessario inviare al più presto il modello che potete qui scaricare, debitamente compilato e corredato di fotocopia del documento di identità. Tale dichiarazione è un'autocertificazione di mancanza di titolarità di impiego di natura subordinata a tempo indeterminato presso la Pubblica Amministrazione.

IL MODULO E' DA PORTARE A MANO O DA INVIARE TRAMITE RACCOMANDATA CON RICEVUTA DI RITORNO A:

Giunta regionale della Campania
A.G.C. Piano Sanitario Regionale e Rapporti con le UU.SS.LL.
Settore Gestione Ruolo Personale Servizio Sanitario Regionale
Procedure Concorsuali - Rapporti con le OO.SS.

Centro Direzionale, isola C/3- 12° piano
80143 Napoli

 

PS SI RICORDA DI ALLEGARE COPIA DEL DOCUMENTO DI IDENTITA'

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA CERTIFICAZIONE
Autocertificazione di mancanza di titolarità di impiego di natura subordinata a tempo indeterminato presso la Pubblica Amministrazione
DICHIARAZIONE_SOSTITUTIVA_CERTIFICAZIONE[...]
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Appello agli iscritti ma anche e soprattutto a tutti coloro che hanno a cuore la giustizia e la legalità

Innanzitutto vi invitiamo a rileggere o a leggere, qualora non l'aveste ancora fatto, la relazione sulla costituzionalità della L.R. n.5 del 14 04 2008 pubblicata sul nostro sito.

Cosa ancora più importante intendiamo farvi partecipi delle ultime iniziative intraprese dalla nostra federazione volta ad opporsi all'impugnativa presentata dal consiglio dei ministri tesa ad escludere arbitrariamente dal processo di stabilizzazione i dirigenti di primo livello oltre che il "comparto che svolge in via esclusiva attività di assistenza sanitaria in forza di contratti a tempo determinato stipulati con le Aziende Ospedaliere Universitarie". In quest'ottica ci siamo rivolti all'avvocato Vincenzo Cocozza incaricato anche dalla Regione Campania nella difesa della legge n.5.

il preventivo per l'opposizione al ricorso del CDM ammonta in caso di sentenza a noi favorevole a 13.000 €.

Questo impegno economico, come potete facilmente immaginare, è per noi estrememente gravoso e abbiamo perciò la necessità assoluta di un segno tangibile del vostro impegno e della vostra solidarietà.

Per sostenere tale causa abbiamo indetto una sottoscrizione che avrà un bilancio a parte e alla quale è possibile aderire versando tramite bonifico bancario un importo a partire da 30 € a seconda delle proprie disponibilità.

I colleghi dirigenti e quelli appartenenti alle AOU, tuttavia, essendo direttamente interessati alla vertenza stanno già contribuendo versando una somma di 200€ e ci auguriamo che anche tutti gli altri si adeguino a tale ammontare perché in caso contrario corriamo il rischio di non raggiungere la cifra per affrontare tale ricorso.

Precisiamo, infine, che qualunque somma residua inutilizzata sarà restituita nelle percentuali per cui ciascuno si è impegnato.

I sottoscrittori sono pregati di lasciare i propri dati in questo modo potremo inviare loro la ricevuta di pagamento e la copia del preventivo rilasciatoci dal prof. Cocozza.

Vi ringraziamo anticipatamente per l'impegno e la solidarietà che siamo certi dimostrerete. 



coordinate bancarie  :


BANCO DI NAPOLI - FILIALE DI SALERNO 08


IBAN :          IT26E0101015211100000010874


ABI:             01010


CAB:           15211



Ragione Sociale: FEDERAZIONE DEI PRECARI DELLA SANITA' CAMPANA (Partita IVA 95115710659)


Causale: versamento pro resistenza difensiva all'impugnativa del C.d.M. contro la LR n.5-08 (aggiungere il proprio indirizzo per poter inviare la ricevuta di pagamento e la copia del preventivo rilasciatoci dal prof. Cocozza. Se possibile comunicare anche l'indirizzo di posta elettronica)

L’articolo che segue è l’intervento che il nostro portavoce, Dott. Eugenio Benvenuto, ha tenuto alla conferenza stampa del 27 marzo 2009 presso il consiglio regionale della Campania.

Poiché l’affluenza di colleghi, giornalisti, ma anche di persone semplicemente interessate all’argomento è stata molto maggiore di quanto ci aspettassimo purtroppo in molti non hanno potuto partecipare all’evento. Per tale motivo abbiamo deciso di pubblicare quanto espresso a nome di tutti dal nostro presidente.

Leggendo questo discorso  tutti noi, che fossimo presenti o meno, possiamo regalarci  la possibilità  di riflettere sulla nostra situazione e ricordarci dei nostri diritti, della nostra dignità di lavoratori e di persone perché qualche volta nei momenti estremamente difficili della vita può esserci la tentazione di “chiedere” e non rivendicare.

 

 

Diritto al Lavoro, Diritto alla Salute e Legalità:

 

La traccia della libertà è scritta da sempre nella ragione degli uomini e basta seguire tale via per realizzarla. L’hanno già fatto tante volte i nostri padri, nella Costituzione Italiana, nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, nella Dichiarazione dei diritti del cittadino della Rivoluzione Francese, nei principi fondanti la Dichiarazione d'Indipendenza Americana.

Tuttavia bisogna ribadire che il voler bene a qualcuno o a qualcosa, l’essere innamorati della libertà perché unica condizione degna dell’umanità, non attiene al dominio del dire ma a quello del fare e gli uomini che non si interessano allo Stato non sono innocui, sono inutili.

Tutti coloro che amano la democrazia e la libertà, quindi, devono attuare quei principi scritti nel cuore delle persone e nella storia del pensiero per concretizzare l’oggetto di tale amore. Il lavoro come unico strumento di affrancamento e progresso sociale, lo stato di diritto come massima forma di tutela delle libertà dell'uomo e della democrazia, la Costituzione come vincolo fondante lo Stato, non sono concetti astratti ma impalcatura senza la quale crolla qualsiasi sovranità popolare. Queste cose, nonostante il loro valore, sono semplici e lineari. Tuttavia, forse perché affondate nelle radici dei nostri cuori, esse sono dimenticate e ritenute troppo spesso scontate. Vorrei allora farle riemergere alla nostra ragione, mostrando come l’assenza di tali principi, che potrebbero apparire astratti e intangibili, si riflette in situazioni concrete e drammatiche come la condizione dei precari della sanità Campana, uomini e donne divenuti protagonisti di una battaglia per il lavoro, per la libertà e per il diritto alla salute propria e degli altri.

Innanzitutto vorrei ricordare, soprattutto a noi stessi, chi siamo e cosa abbiamo fatto in questa vertenza sul precariato, perché ritengo che dobbiamo avere la consapevolezza di essere persone che hanno avuto il coraggio di mettere in gioco la propria vita, il proprio futuro, la propria dignità, la voglia di non essere presi in giro e questo non mi pare poco. Cercando l’unità e non sempre trovandola, abbiamo lottato per queste cose e abbiamo promosso legalità e giustizia sociale, talora avendo successo e qualche volta no.

Voglio ricordare, a chi insinua che l’impegno profuso negli ultimi due anni sia stato inutile, che noi siamo stati i protagonisti di una battaglia di civiltà che ha portato, con l’importante contributo degli onorevoli Tonino Scala, Angelo Giusto e Antonella Cammardella, all’approvazione di due leggi sulla stabilizzazione in Campania grazie alle quali la maggior parte dei precari sta oggi lavorando. Voglio ricordare che per molto tempo la nostra azione è rimasta l’unica forza che veramente e concretamente ha manifestato e denunciato le ingiuste condizioni di lavoro e di vita in cui versano i lavoratori precari della Campania nel desolante deserto di un sindacato inconcludente, incompetente, assente se non addirittura ostile. Voglio ricordare che siamo stati i promotori di tante generose e importanti iniziative a difesa dei lavoratori precari in regione (l’ultima è la nostra costituzione a margine dell’impugnativa del C.d.M. alla Corte Costituzionale), nella palude di una politica lenta, completamente assorbita da se stessa, che si esaurisce nel cercare uno sterile equilibrio di forze tramite sterili alchimie, che narra una storia distante dai nostri drammi concreti.

Lo sconforto in cui ci ha ridotto la lunga serie di eventi sfavorevoli di cui siamo stati vittime fornisce la possibilità di riflettere e di tirare le somme sui risultati prodotti dalla nostra azione ma non ci deve far credere che lo scontro per il lavoro si risolva con le parole. C’è voluto un secolo di dure lotte per giungere allo statuto dei lavoratori e pochi anni per distruggere tali conquiste. Noi non possiamo credere di risolvere il problema del precariato con qualche conferenza stampa o manifestazione e dobbiamo essere consapevoli che l’unità è la nostra grande forza e che uniti dobbiamo essere pronti a iniziare la dura lotta che fu dei nostri padri. La soluzione rapida ai problemi non è di nostra competenza perché attiene alla categoria del cliente. Tale sistema calpesta sempre i diritti di altri lavoratori e, poiché riteniamo di essere tutti uguali, poiché crediamo che il principio di legalità sia quello che paga di più, noi ci batteremo sempre contro tali metodi. Chi vuole risolvere così il proprio problema, non si consideri dei nostri.

Ritengo che questa vertenza sul precariato, rifletta in modo fedele la preoccupante deriva dei fenomeni politici e sociali che si stanno susseguendo negli ultimi tempi sia a livello nazionale sia regionale.

Purtroppo, devo ammettere a me stesso, amante del pensiero sociale, che il campo dove si svolgono i fatti grotteschi che mi accingo a esporre è a sinistra, cioè un ambito il cui punto di vista dovrebbe avere al centro della sua narrazione il lavoro come strumento di progresso sociale e di libertà degli individui, l’unità dei lavoratori come valore essenziale, il rispetto delle regole democratiche come riferimento, la partecipazione come etica del proprio agire. Di sinistra è il Governo che ha avviato i processi per la stabilizzazione, di sinistra è la Giunta e il Governatore della nostra regione, (ex ingraiano e operaista), di sinistra è la maggioranza del Consiglio Regionale.

Se mi soffermo a raccontare a me stesso la successione degli eventi, a metterli in fila per meglio valutarne il valore, se penso a ciò che è accaduto negli ultimi due anni riguardando la nostra vicenda e valutando i fatti con distacco e razionalità, sono sorpreso dalla distorsione sconcertante e assurda in cui si sono ridotti, nella nostra regione e nel nostro paese, lo stato di diritto, il diritto al lavoro, il diritto alla salute, la legalità.

Il racconto Kafkiano dell’avvio del processo per la stabilizzazione dei precari inizia quando il legislatore nazionale, dello stesso segno politico dell’esecutivo regionale (cioè di sinistra), 3 anni fa (2006) stabilì la norma per la stabilizzazione. Il legislatore regionale, dello stesso segno politico del legislatore nazionale e dell’esecutivo regionale (cioè di sinistra), dopo pochi mesi fu costretto, dal piano di rientro firmato con il Governo (sempre di sinistra), ad adottare tale stabilizzazione a livello regionale con regolamento da emanare a parte (DGR 514 30/3/2007).

A questo punto, in uno stato di diritto, l’esecutivo regionale avrebbe dovuto immediatamente deliberare un regolamento attuativo della volontà del legislatore sia nazionale sia regionale (cioè del popolo). Invece sono passati 9 mesi (una gravidanza!) per ottenere che il regolamento fosse emanato non dall’esecutivo ma nuovamente dal Consiglio Regionale.

A questo punto, in uno stato di diritto, l’esecutivo regionale avrebbe dovuto immediatamente attuare la volontà del legislatore sia nazionale sia regionale (cioè del popolo). Invece è passato un altro anno e mezzo e la stabilizzazione sembra essere ancora incerta, una chimera, qualcosa di irraggiungibile, come il paradosso di Zenone dove la freccia scoccata non raggiungerà mai il bersaglio. In tutto questo tempo la vita di alcuni di noi è diventata ancora più precaria per i continui rischi di licenziamento causati dai vincoli del piano di rientro mentre la vita di altri di noi si è trasformata in un tunnel di disoccupazione, nel sordo dolore di svegliarsi e non poter più svolgere la propria professione, nell’amaro sapore di privazioni piccole ma significative, nella vergogna della perdita di identità sociale. Mentre le nostre storie erano diventate questo dramma, abbiamo visto l’assessorato alla sanità continuare a inventarsi incredibili artifici per rallentare e rendere difficile la stabilizzazione in Campania. Cavilli fantasiosi, dubbi enigmatici, crisi esistenziali, sofferenze morali e altro hanno assalito l’Assessorato che doveva eseguire il semplice compito di stilare gli elenchi graduati dei precari. Tutti questi ritardi, tutte queste scelte politiche travestite da necessità tecniche, hanno dato la possibilità al nuovo governo nazionale di inventarsi un fantasioso ricorso alla Corte Costituzionale contro la stabilizzazione della dirigenza di primo livello, completamente infondato e che non avrà altro effetto se non quello di provocare altri ritardi per tali lavoratori. In una regione dove si sono viste cose incredibili, con un capovolgimento dei valori, la stabilizzazione si è rappresentata come difficile e immorale. Addirittura qualche mese fa l’assessorato ha affermato la singolare tesi che una stabilizzazione mai attuata sia stata la causa dello sforamento dal piano di rientro… sarà stato un miracolo di San Gennaro o avversione a un processo di giustizia e civiltà? Io spero sia stata una svista ma si sappia che i precari grideranno sempre la verità e rintuzzeranno con tutte le forze qualsiasi tentativo di mistificazione.

Da ottobre 2008 abbiamo iniziato una lunga trattativa con l’assessorato per ottenere la stesura degli elenchi per la stabilizzazione del comparto e della dirigenza nel rispetto del principio di legalità e nel più breve tempo possibile. Gli uffici assessorili hanno finto di collaborare con noi e con i sindacati snocciolando date in successione continua: prima il 30/10/2008, poi il 31/12/2008, poi la fine di gennaio 2009, poi metà febbraio 2009, poi inizio marzo 2009, poi altri dieci giorni, poi altri 15, poi fine giugno 2009 e così via. Come si può più credere ad una tale pubblica amministrazione? Come ci si può fidare della serietà di un tale sistema?

Oggi non è più tempo di aspettare! Oggi la questione dei precari deve diventare una priorità per l’assessorato alla sanità.

Oggi io chiedo date certe al prof. Angelo Montemarano, o all’eventuale commissario (che ci auguriamo non venga).

Oggi io chiedo che gli elenchi degli inclusi ed esclusi dalla stabilizzazione del comparto siano pubblicati entro il 5 aprile e graduati, sulla base del solo punteggio tecnico previsto nel DPR 220/01 entro il 15 maggio (punteggio e titoli scientifici ex DPR 220/01 sono stati già valutati dalle commissioni dei vari concorsi sostenuti da tali lavoratori).

Oggi io chiedo che gli elenchi degli inclusi ed esclusi dalla stabilizzazione della dirigenza siano pubblicati entro il 5 giugno e graduati, sulla base del solo punteggio tecnico previsto nel DPR 483/97 entro il 30 giugno (punteggio e titoli scientifici ex DPR 483/97 sono stati già valutati dalle commissioni dei vari concorsi sostenuti da tali lavoratori).

Se non saranno rispettate tali date metteremo in atto strategie di denuncia e di agitazione per rendere il più possibile noto all’opinione pubblica il torto che si sta perpetrando ai danni del diritto al lavoro, alle legittime aspettative dei lavoratori precari e al diritto alla salute di tutti i cittadini. La nostra Federazione dei Precari della Sanità Campana è piccola ma agguerrita perché convinta delle proprie ragioni e con l’aiuto dei giornalisti che hanno voglia di approfondire temi di tale rilievo, riuscirà a determinare il proprio futuro.

Circa un anno fa, in un colloquio con un Consigliere Regionale che io stimo molto e ritengo il padre delle stabilizzazioni in Campania, convenimmo sulla circostanza che ormai il Consiglio Regionale, in qualità di legislatore, aveva esaurito il suo compito avendo approvato la norma.

Oggi io dico che sbagliavamo entrambi. Io come lavoratore e, a maggior ragione, lui come rappresentante di una molteplicità di cittadini, non possiamo chiudere il nostro sguardo quando lo stato di diritto muore. Non possiamo essere uomini innocui o inutili di fronte all’evidenza che le basi su cui si fonda la democrazia vacillano. Dobbiamo reagire con forza al tentativo di sottoporre i diritti fondamentali dei lavoratori a interessi particolari, all’incantesimo di diluire le regole su cui si basa lo stato in velenose alchimie, ad aspettare che la storia si compia senza fare almeno una prova per determinarla.

Allora io dico che in questa primavera deve partire l’impulso di una nuova nascita, dico di cantare nuovamente quella canzone popolare che ci unì nella lotta per i nostri diritti, dico di riprendere il filo riposto un anno e mezzo fa nell’illusione di cercare mediazioni impossibili. Allora io dico di iniziare una serie di agitazioni, manifestazioni e dibattiti che termineranno solo quando i primi contratti a tempo indeterminato solleveranno i lavoratori precari dalla barbarie che è stata loro inflitta, quando anche questi lavoratori saranno inclusi nella normalità del sistema della contrattazione collettiva nazionale.

Allora io dico che solo se inizieremo una tale primavera sapremo chi tra noi lavoratori e lavoratrici vuole essere veramente libero e alzare finalmente la testa all’interno del principio della legalità, solo così sapremo chi nel Consiglio Regionale è solidale con tali principi, chi nella Giunta Regionale sposa la nostra causa, chi tra i sindacati si affiancherà alla nostra lotta. 

 

 

 

 

FEDERAZIONE PRECARI DELLA SANITA'

 

Venerdì 27 Marzo 2009 h 10.30

Sala Stampa Consiglio Regionale Centro Direzionale ISOLA F/13 Napoli

Il gruppo regionale “La Sinistra” organizza un'Incontro Pubblico sulla stabilizzazione dei precari della sanità campana”

Interverranno:

Prof. Angelo Montamarano

Assessore alla sanità in Campania

On. Angelo Giusto

Presidente della 5a commissione sanità

On. Tonino Scala

Consigliere regionale e Presidente del gruppo regionale “La Sinistra

Coordina i lavori

On. Antonella Cammardella

Vice Presidente del gruppo regionale “La Sinistra”

Tale incontro sarà l’occasione, dopo tempo per “contarci, guardarci negli occhi e parlare insieme delle iniziative da intraprendere come Federazione in un momento particolarmente delicato  ma che tuttavia ci vede più vicini al nostro obbiettivo.

Ritroviamoci in tanti con lo spirito di solidarietà di cui siamo capaci e la consapevolezza che la nostra sola forza è costituita dall'unità

Questa federazione nasce con il prioritario obiettivo di garantire la stabilizzazione dei lavoratori precari della sanità campana. Tale esigenza si coniuga fisiologicamente con il perseguimento dell’incremento  degli standard qualitativi delle prestazioni del servizio sanitario regionale, che sono già diventati patrimonio  del background individuale di ogni singolo lavoratore  e che attraverso questa federazione  auspichiamo tenacemente possa diventare cultura comune e pienamente condivisa.

Non possiamo e non vogliamo dimenticare che la sanità pubblica non è per tutti i cittadini una scelta opzionale e sovente le nostre strutture sanitarie hanno dimostrato, con enormi sacrifici degli stessi dipendenti, che, quando il paziente assume realmente il ruolo di centralità del SSR,  la dedizione e la professionalità di tutti concorrono positivamente con le strutture private.

Ciò in una seria e fattiva dialettica di sana competizione delle prestazioni sanitarie finisce per comportare sensibili  riduzioni di costi per  il contribuente e un arricchimento oggettivo del patrimonio sanitario pubblico e privato.

Risulta quindi ineludibile il contributo che questa federazione può apportare nel difficile panorama sanitario e sociale regionale che siamo decisi a migliorare con l’aiuto di tutti gli associati e i simpatizzanti che si riconosceranno nei nostri obiettivi, indipendentemente dalle proprie connotazioni sindacali e partitiche.

La sanità, la cura e l’attenzione per i più deboli richiedono un attenzione trasversale e generale a cui nessun cittadino degno di questo nome può sottrarsi.

Siamo consapevoli dei notevoli impegni ed ostacoli che ci attendono ma chiediamo a tutti di contribuire con il proprio piccolo ma decisivo mattoncino alla costituzione della Federazione dei Precari della Sanità Campana che si prefigge mediante la stabilizzazione dei lavoratori di consegnare una operosa e congrua testimonianza operativa alle odierne e future generazioni di questa meravigliosa ed unica regione.

Siamo pienamente consci che questa Federazione entrerà a pieno titolo nei “valori aggiunti sociali” che determinano il benessere di un Nazione, e sappiamo che questa “fonte” sarà un “capitale” il cui “possesso sociale” sarà ricchezza condivisa direttamente o indirettamente da tutti gli abitanti della Campania.


Anche noi dobbiamo fare così

INCONTRO CON CARLO PODDA

 

Ieri 27 Gennaio 2009 il Presidente della nostra federazione, dott. Eugenio Benvenuto, su invito di Luigi Savio, segretario generale CGIL FP Campania, ha partecipato ad un convegno tenutosi presso l'Hotel "Ramada" di Napoli.

Durante tale evento il presidente, insieme al dott. Massimo Barresi, segretario della nostra federazione, ha avuto un ampio colloquio con Carlo Podda, Segretario Generale CGIL FP, alla presenza di Michele Gravano, Segretario Generale CGIL Campania, e Luigi Savio. Il tema dell'incontro è stato il travagliato processo di stabilizzazione e il suo difficile iter nella nostra regione. Il segretario Podda, che era già stato informato, si è mostrato estremamente sensibile a tale problematica, e ha chiesto svariate delucidazioni impegnandosi a fornire il suo apporto e le sue risorse affinché la stabilizzazione dei tanti lavoratori precari della sanità campana si concretizzi al più presto possibile. Il segretario, tuttavia, ha sentito la necessità di rimarcare il difficile momento politico che viviamo e che investe pesantemente il mondo del lavoro tutto e a maggior ragione il precariato.

Inoltre Eugenio Benvenuto ha anche esposto la particolare situazione che vivono ormai da troppo tempo i precari della NA/5, ed ha altresì colto l'occasione per consegnare una nota informativa ampia e dettagliata riguardante entrambe le questioni.

L'incontro è stato caratterizzato da un clima collaborativo e cordiale ed è stata sottolineata la necessità di proseguire l'intesa tra Federazione e Sindacato con determinazione fino al raggiungimento dei nostri legittimi obiettivi.

 

 

ALLA MANIFESTAZIONE DELLA CGIL DEL 14/11/2008 NON ABBIAMO POTUTO ESPRIMERE LE NOSTRE RAGIONI A CAUSA DELLA … PIOGGIA. PER QUESTO PUBBLICHIAMO IL TESTO SUL NOSTRO SITO

 

 

Nel dicembre del 1947 fu promulgata la nostra Costituzione in cui il lavoro è pensato non solo come semplice rapporto contrattuale ed economico ma soprattutto come valore sociale, strumento di libertà, di democrazia e di progresso.

Quei principi ispirarono, nel 1970, lo “Statuto dei Lavoratori” che determinò importanti e notevoli miglioramenti sia sul piano delle condizioni di lavoro che su quello del rapporto fra datori di lavoro, lavoratori e rappresentanze sindacali. Tale norma estese la sua ala protettrice sui lavoratori degli anni ’70, ’80, fino alla prima metà degli anni ’90.

Poi, in seguito ai mutamenti geopolitici di quel periodo, si è affermato il libero mercato, l’assenza di regole, la finanza sfrenata e in Italia abbiamo assistito alla progressiva ascesa dell’attuale nostro primo ministro. Si è cominciato a parlare di mercato del lavoro e sono nate norme inaccettabili in cui si ammetteva una discriminazione tra i lavoratori, tra chi poteva avere un contratto collettivo nazionale e chi era lasciato solo di fronte al datore di lavoro, tra chi era stabile e chi precario. In tal modo i precari sono stati privati della libertà e resi ricattabili, derubati del futuro e privati di certezze, lasciati soli, isolati dal mondo della contrattazione collettiva, merce della competitività e della globalizzazione. Tutto questo ha coinvolto il tessuto sociale in tutti i suoi aspetti disgregando il senso di appartenenza dei lavoratori, rendendo sole le persone di fronte a datori di lavoro sempre più impersonali come multinazionali, manager e consigli d’amministrazione e riducendo i lavoratori alla solitudine, incapaci di lottare insieme e di vedere l’utilità del bene comune, inconsapevoli e ricurvi su se stessi.

Questo disegno in Italia è stato pienamente condiviso dal nostro attuale primo ministro che, in un ventennio, ha sapientemente orchestrato e diligentemente condotto una trasformazione del nostro paese in azienda travestita da pseudo democrazia parlamentare con una connotazione sempre più presidenzialista in cui il parlamento e le minoranze non hanno né voce né possibilità di dialogare.

In una tale situazione di “regime” la precarietà è uno dei tanti strumenti per indebolire la coesione sociale, per coltivare divisioni tra persone sempre più deboli, per eliminare qualsiasi pensiero di cambiamento e nutrire una cultura di subalternità.

Oggi, però, vediamo una nuova via, registriamo forti segni di discontinuità col passato. Il crollo delle borse ha mostrato i limiti della finanza che non può sostituire il lavoro come strumento di ricchezza e dall’America arriva il vento del cambiamento e della speranza. In Italia ci sono altrettanti segnali positivi, fenomeni sociali che, se ben incanalati, potranno portare a un rinascimento della dignità dei lavoratori e del lavoro. L’onda nuova che ha colmato la scuola vede uniti studenti, docenti e famiglie. La lotta sindacale durissima nell’Alitalia vede uniti i lavoratori in maniera esemplare. La battaglia che la CGIL sta facendo contro le politiche antisociali di questo governo ci fa rivedere la determinazione che un sindacato deve avere quando è necessario.

In Campania anche noi precari della sanità vogliamo fare la nostra parte. Abbiamo costituito la “Federazione Precari della Sanità Campana” per creare coesione tra i lavoratori e stimolare in loro la consapevolezza che i propri diritti sono una conquista che si ottiene con la partecipazione, con l’impegno personale e il rispetto della legalità. La nostra controparte da due anni è la Giunta Regionale e in particolare l’Assessorato alla Sanità che oggi è in pericolo di commissariamento. Dico subito che se il Consiglio Regionale ha mostrato grande sensibilità nei nostri confronti l’Assessorato ci ha letteralmente avversato. Sorprende e sconcerta la distorsione in cui è stato ridotto lo "stato di diritto" nella nostra regione. Un esecutivo di sinistra, che per propria natura dovrebbe mettere il lavoro e la lotta al precariato al centro delle proprie politiche sociali, ha completamente ignorato e ostacolato le norme che venivano dal legislatore nazionale e regionale. A distanza di due anni la stabilizzazione sembra essere utopia, qualcosa di complesso e difficilmente realizzabile. In questi mesi abbiamo visto l'assessorato alla sanità inventarsi incredibili artifici per rallentare e rendere difficile la stabilizzazione in Campania. Cavilli fantasiosi, dubbi amletici, crisi esistenziali, sofferenze morali e altro hanno assalito l’Assessorato che doveva eseguire il semplice compito di stilare gli elenchi graduati dei precari. Tutti questi ritardi, tra l’altro, hanno dato la possibilità al nuovo governo nazionale di inventarsi un fantasioso ricorso alla Corte Costituzionale contro la stabilizzazione della dirigenza di primo livello, completamente infondato e che non avrà altro effetto se non quello di provocare altri ritardi per tali lavoratori. In una regione dove si sono viste cose incredibili, con un capovolgimento dei valori, la stabilizzazione si è rappresentata come difficile e immorale. Senza indugio l’assessore ha affermato la singolare tesi che una stabilizzazione mai attuata sia stata la causa del suo sforamento dal piano di rientro… sarà stato un miracolo di San Gennaro o avversione a un processo di giustizia e civiltà? Noi speriamo sia stata una svista e gli facciamo sapere che continueremo la battaglia per ottenere i nostri diritti secondo legge e con la determinazione di chi si gioca la vita. Gli facciamo sapere che grideremo sempre la verità e rintuzzeremo con tutte le forze qualsiasi tentativo di mistificazione.

Infine sento la necessità di ricordare la particolare situazione di noi precari dell’ASL NA5, da sempre in prima linea su questa vertenza e che da due anni siamo stati licenziati, unici in Campania, dal nostro direttore generale dott. Gennaro D’Auria. Egli contro tutte le evidenze, ha sempre sostenuto che la legge non permetteva alcuna proroga o reintegro, nonostante i suoi colleghi di tutta la Campania si comportavano diversamente, nonostante l’assessore, in accordo con il ministero, disponesse con varie circolari di prorogare i precari. Evidentemente per il dott. D’Auria tutta la Pubblica Amministrazione campana e nazionale è fuorilegge e l’unica bandiera della legalità nel paese resta lui. Questo cinico dirigente ci ha riservato un trattamento crudele sottoponendoci a un giogo psicologico in cui siamo stati presi in giro e indotti in divisioni e tensioni interne. Spesso il gioco gli è riuscito ma noi dobbiamo cercare sempre di mantenere l’unità con i lavoratori che condividono la nostra battaglia. Intanto l’azienda si è ridotta a offrire un’assistenza scadente e inadeguata.

Mi piace pensare a noi precari dell’ASL NA5 come testimonianza ed esempio vivente di quanto può accadere in modo casuale a chiunque quando non ci sono regole certe, quando il potere di manager e dirigenti è assoluto e senza controllo. La nostra vicenda rende ancor più chiara la necessità di reagire a qualsiasi ingiustizia, anche se questa non ci riguarda direttamente, la necessità di mantenere l’unità tra lavoratori e tra le persone. A tal proposito concludo citando una poesia di Brecht estremamente attuale e molto gettonata sul web:

<<Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare.>>.

Discutiamo insieme dei nostri problemi

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